Dal bianco brillante di Carrara al rosso intenso di Verona, il marmo italiano ha dato forma a capolavori che raccontano secoli di arte e cultura. Ogni città custodisce monumenti unici scolpiti in pietra, simbolo della genialità architettonica del nostro Paese. In questo articolo ti portiamo in viaggio tra i cinque monumenti in marmo più famosi d’Italia.
Il Duomo di Milano – Un capolavoro gotico in marmo bianco
Il Duomo di Milano è una delle cattedrali gotiche più celebri al mondo e il simbolo per eccellenza della città. La sua costruzione, iniziata nel 1386, ha richiesto oltre cinque secoli e oltre 200.000 blocchi di marmo bianco di Candoglia, estratto dalle cave della Val d’Ossola, nel comune di Mergozzo (Verbano-Cusio-Ossola).
Ma come veniva trasportato il marmo fino a Milano?
Il marmo di Candoglia raggiungeva Milano attraverso un percorso complesso e articolato, principalmente via acqua, lungo fiumi e canali.
Estrazione e discesa a valle. I blocchi venivano estratti da tre cave (la Fontana, il Ciochirolo e la Superiore o madre). Inizialmente venivano fatti scivolare a valle lungo canali chiamati “menori”, ma questo spesso causava rotture; si adottò poi il sistema della “lizzatura“: i blocchi venivano posti su una slitta (la “lizza”) di tronchi, trattenuta da corde di canapa, che scendeva su assi di legno insaponati chiamati “curli” — un lavoro pericoloso per gli operai. Dopo una prima sgrossatura, il marmo veniva imbarcato in un piccolo porto chiamato “piarda”.
Il percorso via acqua.
- Fiume Toce: i barconi a fondo piatto scendevano fino al Lago Maggiore.
- Lago Maggiore: si attraversava il Golfo Borromeo e il tratto finale, più pericoloso, verso la “paladella” (la chiusa di derivazione del Naviglio).
- Sesto Calende: le barche proseguivano a sud, dove subentrava il “navalestro” per la conduzione fino a Milano per oltre 50 km.
- Fiume Ticino: un tratto lungo e difficile per la presenza di undici rapide, dove la velocità causava numerosi naufragi.
- Naviglio Grande: a Tornavento le imbarcazioni venivano dirottate lungo il Naviglio Grande.
Identificazione dei materiali. Tutti i materiali per la Cattedrale erano contrassegnati con la sigla A.U.F., acronimo di “Ad Usum Fabricae” (ad uso della Fabbrica), che permetteva l’esenzione da ogni dazio e gabella — privilegio concesso dal Duca Gian Galeazzo Visconti nel 1387. Da qui deriva il modo di dire “a ufo”, cioè gratis.
Arrivo a Milano. Inizialmente il percorso si concludeva al Laghetto di Sant’Eustorgio; poi, grazie alla Conca di Viarenna, le imbarcazioni arrivavano fino al Laghetto di Santo Stefano, a soli 300 metri dal Duomo (rimasto attivo fino al 1857). Lì i marmi venivano sbarcati e portati alla Cascina degli Scalpellini, poco distante, pronti per essere lavorati.
Il Duomo di Siena – Un’esplosione di marmo bianco, nero e verde
Straordinaria espressione dell’arte romanico-gotica italiana, costruito tra il XII e il XIV secolo, è famoso per l’alternanza di marmi bianchi e neri, simboli della città, e per i dettagli in marmo rosso e verde. All’interno si trovano vere opere d’arte in marmo, tra cui il pavimento intarsiato (uno dei più ricchi al mondo) e la statua di San Giovanni Battista scolpita da Donatello.
L’Arco di Tito, Roma – Un monumento imperiale in marmo di Carrara
Situato nel Foro Romano, è uno degli archi trionfali più antichi e meglio conservati della Roma imperiale. Fu costruito nell’81 d.C. per celebrare la vittoria dell’imperatore Tito nella guerra giudaica. È realizzato in gran parte con marmo bianco di Carrara: i rilievi interni raffigurano scene di trionfo militare, ed è considerato un precursore per tutti gli archi costruiti successivamente in Europa.
Il Battistero di San Giovanni, Firenze – Romanico in marmo bianco e verde
Uno dei più antichi edifici religiosi di Firenze (XI sec.), rivestito di marmo bianco di Carrara e marmo verde di Prato, in una combinazione visiva iconica. Le famose “Porte del Paradiso” di Lorenzo Ghiberti furono installate proprio qui, rendendo il Battistero un punto di riferimento per il Rinascimento.
Il Tempio Canoviano di Possagno – Il Pantheon in marmo veneto
Opera neoclassica firmata da Antonio Canova, si trova a Possagno (TV), paese natale dell’artista. La struttura, ispirata al Pantheon romano, è rivestita in marmo bianco proveniente dal Veneto e ospita la tomba dello stesso Canova: un luogo che fonde arte, spiritualità e paesaggio.
Conclusione
Il marmo ha attraversato i secoli senza mai perdere fascino. Ogni monumento racconta una storia di maestria artigiana, spiritualità, potere o bellezza. Visitare queste opere significa riscoprire l’identità culturale italiana scolpita nella pietra — un materiale ancora oggi protagonista, anche nelle sue forme più moderne come i marmoggetti.
Domande frequenti
Quale marmo è stato utilizzato per il Duomo di Milano?
Come veniva trasportato il marmo di Candoglia fino a Milano?
Quali colori caratterizzano il Duomo di Siena?
In quale marmo è costruito l’Arco di Tito a Roma?
Quali marmi rivestono il Battistero di San Giovanni a Firenze?
Chi ha progettato il Tempio Canoviano di Possagno?
Perché il marmo è così importante nella storia dell’Italia?
Il marmo di questi monumenti cambia aspetto a seconda della venatura e del colore: ne abbiamo parlato in i 9 colori del marmo. Se ti piace l’idea di averne un pezzo in casa, guarda le nostre sculture.

